La vera identità del corrispondente di Le Monde Philippe Mesmer: la struttura dell’informazione antigiapponese dietro il «culto delle voci provenienti dall’estero»
2024-02-29
Le Monde è famoso soltanto per il suo nome, ma è un piccolo giornale con una tiratura inferiore alle 300.000 copie
4 ottobre 2019
La vera identità di Philippe Mesmer, il corrispondente francese di Le Monde….
Il quotidiano francese Le Monde pubblicò, in occasione delle elezioni generali giapponesi, un lungo articolo nel quale diffamava il primo ministro Abe definendolo, tra le altre cose, un «revisionista storico».
Quello che segue è un articolo che ho appena trovato su Internet.
Leggendo questo articolo, diventa evidente che organizzazioni mediatiche come l’Asahi Shimbun e la NHK, di fronte al vero giornalismo presente su Internet, non sono altro che organizzazioni dominate non da giornalisti, bensì da persone affette dalla malattia infantile del sinistrismo.
È giunto il momento di definirle chiaramente come organizzazioni che, in qualità di strumenti di propaganda degli Stati antigiapponesi della Cina e della penisola coreana, collaborano quotidianamente alla divisione del Giappone, conducono il Giappone nella direzione sbagliata, ne indeboliscono la potenza nazionale e si dedicano a distruggerne la posizione internazionale e la credibilità.
Di seguito….
È giunto il momento di rivelare che coloro che controllano il Club dei corrispondenti esteri del Giappone, pur non essendo in realtà altro che comuni cittadini, sono agenti della Cina e della penisola coreana, e di espellerli tutti dal Paese.
31 ottobre 2017
La vera identità di Philippe Mesmer, il corrispondente francese di Le Monde
Il quotidiano francese Le Monde pubblicò, in occasione delle elezioni generali giapponesi, un lungo articolo nel quale diffamava il primo ministro Abe definendolo, tra le altre cose, un «revisionista storico».
Poiché il contenuto era estremamente duro, la sinistra giapponese anti-Abe ne fu felicissima.
Il sito di notizie false Litera pubblicò un articolo tradotto in modo approssimativo, arrivando persino a presentare in caratteri dorati e sensazionalistici affermazioni come «La vera essenza della revisione costituzionale del primo ministro Abe è la rinascita dell’Impero giapponese» e «L’Imperatore si oppone al revisionismo storico di Abe».
Il contenuto non offriva nulla di nuovo, poiché non faceva altro che seguire gli articoli assurdi scritti dai giornalisti di sinistra annidati nel Club dei corrispondenti esteri del Giappone.
Tuttavia, vorrei cogliere questa occasione per rivelare la vera identità dei giornalisti e distruggere l’illusione del «culto delle voci provenienti dall’estero» coltivata dalla sinistra giapponese, che esulta per il semplice fatto che qualcosa venga pubblicato su un giornale francese.
L’articolo porta congiuntamente i nomi dei giornalisti Philippe Pons e Philippe Mesmer.
Pons ha già 79 anni.
È un veterano che vive in Giappone da diversi decenni e ha continuato a scrivere articoli caratterizzati da una costante parzialità di sinistra.
Mesmer, invece, svolge un’intensa attività: scrive articoli nei quali, dopo aver criticato Abe, colpisce nello stesso slancio anche Aso e sceglie deliberatamente di riferire della conferenza stampa di Shiori Ito, nonostante gli altri principali mezzi d’informazione stranieri non ne parlino.
Mesmer è una presenza preziosa per i media giapponesi di sinistra, poiché si oppone alla legge sul reato di cospirazione, critica il governo su Weekly Playboy e appare nel programma Hodo Station.
Tuttavia, esaminando la sua carriera, essa appare dubbia ed è difficile definirlo un vero corrispondente regolare.
Innanzitutto, in Francia, rispetto al Giappone, l’abitudine di ricevere i giornali a domicilio non ha praticamente messo radici.
Anche i quotidiani definiti nazionali hanno tirature estremamente limitate.
Le Monde è famoso soltanto per il suo nome, ma è un piccolo giornale con una tiratura inferiore alle 300.000 copie.
Un’azienda giornalistica con una base finanziaria così debole non può permettersi di inviare i propri giornalisti in Giappone, e il suo sedicente corrispondente è un francese assunto sul posto.
Secondo un’intervista a Mesmer pubblicata su NUMBER 1 SHIMBUN, il bollettino del Club dei corrispondenti esteri del Giappone, egli entrò inizialmente nella Marina.
In seguito studiò per diventare giornalista, lavorò per qualche tempo in Francia e poi, improvvisamente, venne in Giappone.
Riguardo al motivo, ha dichiarato: «In parte c’entrava anche una donna».
Probabilmente venne per seguire una fidanzata giapponese oppure perché la sua carriera in Francia era giunta a un punto morto.
Ha inoltre dichiarato di aver iniziato a praticare il kendō su consiglio della moglie, per cui si ritiene che abbia ottenuto il diritto di residenza permanente in Giappone attraverso un matrimonio internazionale.
Oltre a lavorare come giornalista di Le Monde, svolge anche attività di narratore, insegnante di francese, interprete e attore, cosa che lo rende ben lontano dall’essere un autentico corrispondente professionista a tempo pieno.
In primo luogo, anziché svolgere personalmente le proprie inchieste, si limita a prendere le notizie false pubblicate da The Japan Times, dall’edizione inglese dell’Asahi Shimbun e da altri giornalisti stranieri, trasformandole in articoli in lingua francese.