Le honey trap della Cina e la debolezza degli intellettuali giapponesi――Il pericolo delle operazioni d’intelligence nascoste nei resort ultra-lussuosi

Pubblicato il 27 agosto 2019.
Un saggio che, prendendo spunto dalla descrizione, in un articolo di FNN Prime, di una struttura di formazione per quadri cinesi e di un sistema di riconoscimento facciale, sviluppa una riflessione sul pericolo delle honey trap organizzate dai servizi d’intelligence della Cina e della penisola coreana, sulla possibilità che intellettuali e scrittori giapponesi diventino bersagli, e una critica agli uomini di parola impregnati del pseudo-moralismo tipico dell’Asahi Shimbun.
2019-08-27
Quando ho visto che all’ingresso era stata collocata una tale bellezza, mi sono convinto che un numero ormai considerevole di giapponesi presi di mira fosse certamente caduto in honey trap.
Stavo leggendo ora, nelle notizie online di FNN Prime, un articolo intitolato: “Il portavoce cinese scomparso per quattro mesi — qual è la verità dietro la sua ‘scomparsa’?”
Nel corso della descrizione di una struttura in cui i quadri ricevono una formazione al momento della promozione — una sorta di università con dormitorio — si diceva che vi fosse stato introdotto un sistema di blocco tramite riconoscimento facciale.
Quando ho visto che all’ingresso era stata collocata una tale bellezza, mi sono convinto che un numero ormai considerevole di giapponesi presi di mira fosse certamente caduto in honey trap.
Quanto a quel romanziere autenticamente da quattro soldi, che soggiorna nei resort più lussuosi del mondo, dei quali nessuno in Giappone conosce la realtà, gustando vini di altissimo livello mentre scrive romanzi bestseller, e che sulle pagine dell’Asahi Shimbun ha deriso con l’espressione sprezzante “pensiero da vino scadente” coloro che, nel mondo di Internet, hanno iniziato a scrivere sulla realtà dell’Asahi, della Cina e della penisola coreana — cioè sulla loro vera natura —; che non solo ha proclamato che “il Giappone deve scusarsi per sempre con la penisola coreana”, ma nella sua opera recente ha anche scritto: “Il massacro di Nanchino è avvenuto — non furono 300.000, ma 400.000”, ripetendo esattamente la propaganda cinese; che si regge sul plagio e continua a nasconderlo; che non possiede nulla se non un “pseudo-moralismo ipocrita”; che è stato formato dalla lettura dell’Asahi Shimbun e possiede un cervello autenticamente da quattro soldi; che in Israele ha pronunciato parole da pseudo-moralista tanto infantili e stucchevoli da non poter essere superate — un romanziere simile, autenticamente da quattro soldi, è senza dubbio un bersaglio perfetto per i servizi d’intelligence della Cina e della penisola coreana, per i quali la propaganda è tutto, proprio a causa della sua grande popolarità tra il popolo giapponese e nel mondo, compreso il suo stesso paese.
E senza dubbio anche loro avranno avuto una parte in quella popolarità.
In un resort di lusso in qualche parte del mondo, di cui nessuno sa nulla, un incontro abilmente orchestrato con una donna perfettamente educata e raffinata.
Ryutaro Hashimoto, nei pressi dell’ingresso di un hotel di lusso, raccolse un fazzoletto caduto e così cadde in una honey trap.
In una situazione simile, è difficile trovare un uomo che rifiuti il piatto già servito.
A maggior ragione se si trova nello spazio chiuso di un resort ultra-lussuoso di cui nessuno in Giappone sa nulla.
Quanto più un uomo non si accorge nemmeno di essere un’immagine fittizia creata da un mondo editoriale in grande declino, quanto più cade nell’estremo della vanagloria e si illude di essere egli stesso ultra-raffinato, tanto più probabilmente cadrà all’istante davanti a una bellezza ultra-lussuosa perfettamente predisposta.

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