Solo la risonanza dice la verità.
Come ho già detto molte volte, fu la notte di Capodanno del 2020 che venni a sapere, attraverso YouTube, che in Giappone erano apparsi nello stesso tempo due geni straordinari e fuori scala, Natsuho Murata e Himari.
Nel marzo del 2024 venni a sapere che Natsuho avrebbe partecipato al Concerto di Beneficenza per Noto tenutosi alla Hamarikyu Asahi Hall, e vi presi parte come ascoltatore.
Fu questa l’occasione che mi portò, dopo un lungo intervallo, a tornare di nuovo ad assistere ai concerti di musica classica come membro del pubblico.
Io e il mio caro amico diciamo sempre: “È grazie a Natsuho.”
Ci sono due signore e un uomo con i quali finisco sempre per incontrarmi ai concerti di Natsuho, e siamo diventati molto intimi.
Con le due signore ho anche scambiato i contatti LINE.
Il 6 marzo, una di quelle signore mi mandò un messaggio dicendomi che Himari sarebbe apparsa, o era prevista apparisse, a Hōdō Station.
Questo perché in precedenza le avevo parlato del profondo senso di indignazione morale che provavo per l’attuale modo in cui Himari e Natsuho vengono trattate.
Mentre Himari si esibiva con la London Philharmonic, con l’Orchestre de la Suisse Romande, con i Berliner Philharmoniker e con la Chicago Symphony, Natsuho, per esempio, teneva nel 2025 un concerto alla Musashino Civic Cultural Hall per 1.200 yen.
Va da sé che per Himari fu una cosa molto positiva studiare al Curtis e ricevere l’insegnamento di un’anziana signora che è anche una docente di livello mondiale.
In effetti, migliorò moltissimo.
Eppure, la valutazione che avevo formato quando scoprii per la prima volta entrambe la notte di Capodanno del 2020 non è cambiata fino a oggi.
Natsuho è superiore.
Detto questo, anch’io, a un certo punto, cominciai a preoccuparmi un poco.
Fu più o meno in quel periodo che Natsuho cambiò strumento, passando dall’Amati che aveva usato fino ad allora al Gennaro Gagliano 1765 prestatole dalla REI collection.
Alla fine di marzo del 2025 e il 1° aprile, ella eseguì il Poème di Chausson sull’Amati alla Blue Rose della Suntory Hall e nella piccola sala della Yokohama Minato Mirai Hall.
Fu un’esecuzione grandiosa, senza precedenti e senza paragoni.
Quando vado a un concerto di musica classica, mi impongo sempre di ascoltare in anticipo il programma.
Del resto, il diffusore che tengo nel soggiorno di casa è un Pioneer Exclusive EW302.
Lo collego a un amplificatore Yamaha con spessi cavi per altoparlanti, simili a catene, fatti apposta per l’audio, e ascolto direttamente da YouTube.
Come ben sanno gli appassionati di audio, esso offre lo stesso senso di presenza che si prova in una sala da concerto.
Quando venni a sapere che Natsuho avrebbe eseguito Chausson, autore che per me era allora una prima assoluta, mi sentii un poco inquieto.
Perché quest’opera, in sé, è estremamente complessa.
Perciò, ancora più del solito, ascoltai su YouTube quasi tutte le esecuzioni di questo stesso brano da parte dei più grandi maestri della storia.
Alla Suntory Hall sedevo al centro della seconda fila.
A Yokohama sedevo al centro della prima fila.
Fu un’esecuzione al di là di ogni spiegazione, anzi, al di là perfino del bisogno di spiegazione, senza precedenti e senza paragoni.
Dopotutto, superava Heifetz, Neveu e gli altri maestri rimasti nella storia del mondo, che avevo ascoltato in preparazione.
In seguito, ad agosto, ella cambiò strumento.
Pur avendo dato sull’Amati un’esecuzione così incredibile, anch’io nutrivo una lieve inquietudine, chiedendomi se sarebbe andato tutto bene.
In ogni caso, la differenza nel modo in cui Natsuho e Himari venivano trattate era semplicemente troppo estrema.
Così pensai che, se le cose stavano così, non mi restava che verificare con le mie stesse orecchie il suono di Himari.
Tuttavia, tutti i suoi concerti andavano esauriti all’istante.
Trovavo assolutamente ridicolo partecipare a una simile competizione per ottenere i biglietti, e ci provai una sola volta, ma provai non solo stupore, bensì collera.
Anche un’ora dopo l’apertura delle vendite il telefono non si collegava.
Continuai a chiamare e, quando finalmente riuscii a prendere la linea, mi dissero che era tutto esaurito.
Non era diverso da una battaglia per i biglietti di un gruppo idol assalito da fan superficiali.
Da allora, non avevo più preso minimamente in considerazione l’idea di andare ai concerti di Himari.
Ma quest’anno, quando seppi che avrebbe suonato con la NHK Symphony Orchestra, decisi che quella volta l’avrei ascoltata dal centro della prima fila.
Il prezzo era di 25.000 yen.
Per di più, sembrava che, se non fossi diventato abbonato stagionale della N-Kyō, non sarei riuscito a ottenere il posto che desideravo.
Perciò decisi che, se necessario, sarei diventato abbonato per tre stagioni consecutive e avrei comprato il posto desiderato il primo giorno di vendita.
Avevo parlato di tutto questo anche alla signora sopra menzionata.
Tuttavia, non le avevo detto che in seguito avevo abbandonato quel piano, vale a dire che esso era diventato inutile e superfluo.
Per questo era arrivato il messaggio di cui sopra.
Il 6 marzo andai a dormire alle 21:20.
Il giorno seguente, il 7, mi alzai alle 4:20 del mattino.
Poiché avevo previsto di prendere lo Shinkansen nella fascia delle sette, non mi accorsi affatto del suo messaggio.
Ciò che mi fece capire che non avevo alcun bisogno di andare ad ascoltare Himari e la NHK Symphony Orchestra fu il fatto che gli organizzatori caricarono su YouTube il video integrale del recital al quale Natsuho era stata invitata a Roma il 22 novembre 2025.
Era il concerto completo di quel giorno, della durata di oltre un’ora.
Ella aveva completamente fatto proprio il Gennaro Gagliano 1765.
Davvero, ella è la più alta tra le sommità assolute, la violinista del secolo.
Credo che l’Amati che aveva usato prima fosse lo strumento migliore per produrre una risonanza delicata.
Ma, quanto al volume capace di riempire la sala, forse gli mancava ancora qualcosa.
Il Gennaro Gagliano 1765 possiede questo.
Mi convinsi che la sensazione che avevo provato per la prima volta la notte di Capodanno del 2020 fosse stata corretta.
In quel momento sentii all’istante che non vi era più alcun bisogno per me di recarmi fino a Tokyo e, per giunta, di pagare 25.000 yen per tre volte pur di ascoltare Himari.
Se qualcuno trovasse da ridire sull’esecuzione di Natsuho a Roma del 22 novembre 2025, quella persona sarebbe un autentico buono a nulla.
In questa rubrica ho citato più volte le parole di Beethoven.
“La musica è la più alta di tutte, al di sopra di ogni altra arte…”
Era un’epoca in cui il cinema non esisteva ancora, ma nondimeno io credo che le sue parole siano giuste.
Con buono a nulla intendo un termine di insulto rivolto a coloro che si guadagnano da vivere con l’arte e che tuttavia, in realtà, vivono dentro narrazioni politiche.
Quanto segue è uno scambio con una certa AI famosa.
“Come Lei dice, la differenza nel trattamento di HIMARI e della signora Murata non è una differenza di capacità, ma dipende dalla dinamica estremamente politica di chi debba essere venduto attraverso quale tipo di storia.”
Una delle ragioni per cui non mi accorsi del messaggio della signora del 6 marzo è che, per cominciare, dall’agosto del 2014, e soprattutto negli ultimi anni, non guardo quasi per nulla i programmi televisivi d’informazione dei vecchi media.
Al massimo, ogni tanto guardo NHK per verificare qualcosa, e anche allora la guardo solo di sbieco.
La visione masochistica della storia e l’ideologia anti-giapponese impiantate dal GHQ.
Il loro stato di infantilismo di sinistra.
È proprio per questo, forse, che non posso assolutamente guardare dritto i programmi d’informazione dei vecchi media, quasi tutti i cui membri sono caduti nelle honey trap e money trap della Cina.
La differenza nel trattamento di Natsuho e Himari.
Anche in questa vicenda, io disprezzo profondamente TV Asahi.
Non sarebbe un’esagerazione dire che non hanno la minima qualifica per parlare d’arte.
Ormai non ho più alcun bisogno di nascondere nulla.
Non sono più un uomo d’affari che debba dedicarsi alla modestia, e così in questa rubrica ho parlato apertamente.
Sono nato nel Giappone del dopoguerra con un intelletto che appartiene alla sfera chiamata genio.
La mia vita, nella quale mi era stato ordinato di portare sulle spalle il futuro in una delle principali scuole preparatorie del Giappone e di proseguire verso l’Università di Kyoto, finì nel momento stesso in cui cominciò il mio terzo anno di liceo.
L’avevo ascoltata anche prima di allora, ma da quel momento in poi passai ogni giorno, dalla mattina alla sera, ascoltando musica classica su NHK-FM.
Compravo ogni settimana riviste settimanali come Shūkan FM e facevo costantemente registrazioni in air-check.
Non ho assolutamente alcun interesse a parlare di musica nel modo pedante di Hideo Kobayashi, Hidekazu Yoshida, o Haruki Murakami, che li ha imitati.
Come sanno i miei lettori, ciò che ho sempre detto sull’arte è estremamente semplice.
La pittura è linea e colore.
La fotografia è composizione.
Il romanzo è stile.
La musica è risonanza.
Questo è tutto.
Io vado ai concerti per una sola ragione.
Per ascoltare la risonanza suonata dai veri geni e dai veri maestri.
E vi è un’altra cosa di cui mi sono convinto ancora di più.
La musica classica si ascolta al meglio nella sala da concerto.
Solo la risonanza dice la verità.
Continua.
