Le idee e il falso moralismo nelle pubblicità dei nuovi libri dell’Asahi Shimbun — Lo yen forte, la critica all’Abenomics e gli intellettuali
2016/1/27
L’Asahi Shimbun, che ha continuato a descrivere il Giappone come un paese di seconda categoria, senza neppure rendersi conto che i suoi stessi membri non erano altro che un gruppo di seconda categoria, e che, con l’atteggiamento ridicolo di chi si crede fra i migliori del Giappone, ha continuato a diffondere in tutto il mondo notizie inventate per sminuire il valore del Giappone, attraverso idee che hanno continuato a opprimere il paese e quell’ipocrisia chiamata falso moralismo, insieme ai media e ai cosiddetti intellettuali che lo hanno assecondato, erano in realtà autentici traditori.
Quasi a dimostrarlo, le recenti pubblicità di nuovi libri nella parte inferiore delle pagine dell’Asahi Shimbun erano terribili.
Una signora che un tempo lavorava presso una società di intermediazione mobiliare e che oggi è professoressa all’Università Doshisha, la cui unica qualità sembra essere bere fino a tardi a Kitashinchi… È superfluo dire che è una delle principali responsabili della prolungata deflazione di tipo giapponese, oggi aborrita come serpenti e scorpioni da tutti i paesi del mondo, e una delle principali responsabili della realtà in cui un bambino su sei cresce in una famiglia povera con un reddito annuo non superiore a 1,8 milioni di yen.
Quella stessa signora continua a sostenere uno yen forte e ha pubblicato un libro con un titolo come «Ahonomics», qualcosa che direbbe soltanto un comico di terza categoria del Kansai, per attaccare le politiche del primo ministro Abe, che, dopo oltre vent’anni, ha finalmente adottato le politiche corrette per superare la deflazione e ha cominciato a rimettere il Giappone in piedi.
L’Asahi lo pubblicizza con giubilo.
Questo è l’insolito panorama giapponese, senza equivalenti in nessun’altra parte del mondo, che il mondo ha completamente ignorato fino a oggi.
D’altra parte, a Hong Kong, veri patrioti che hanno scritto cose del tutto ovvie scompaiono e vengono detenuti uno dopo l’altro.
Anche il fatto che il paese che li detiene, l’Asahi e i cosiddetti intellettuali che lo hanno assecondato abbiano coltivato una profonda affinità è ormai un fatto storico.
Vi era inoltre un libro di conversazioni fra Mizuho Fukushima, di cui non è esagerato dire che sia un’autentica traditrice, e Tatsuru Uchida, una persona che sembra guadagnarsi da vivere adulando l’Asahi Shimbun…
Un libro dal titolo davvero ridicolo…
Il giornale aveva pubblicato una grande inserzione per quel libro, che aveva indotto immediatamente tutte le persone sensate a chiedersi: «Ma che razza di faccia tosta hanno questi due?».
La malvagità dell’Asahi, derivante dalla sua infantilità, ha raggiunto il culmine.
Proprio perché sono lettori dell’Asahi, esistono senza dubbio persone che rappresentano il due per cento della popolazione, come i responsabili di settimanali ignobili e gli ignobili informatori che hanno dato origine all’attuale copertura del caso Amari.
Esistono anche 6,9 milioni di famiglie abbonate all’Asahi Shimbun che si lasciano ingannare dalla loro malvagità.

