Le dimissioni di Amari e l’indebolimento della politica giapponese――La propaganda antigiapponese e la responsabilità dei media
2016/1/30
La Cina non doveva vedere di buon occhio i progressi del TPP.
Anche la Corea del Sud, che all’epoca, insieme alla Cina, continuava ostinatamente a condurre una feroce propaganda antigiapponese, soprattutto negli Stati Uniti, non doveva vedere di buon occhio il fatto che il Giappone mostrasse al mondo capacità pari a quelle degli Stati Uniti.
Oggi, in seguito alle dimissioni del ministro Amari, Tanigaki, segretario generale del Partito Liberal Democratico, ha risposto alle domande dei giornalisti e ha dichiarato di essere preoccupato per l’impatto sui giovani.
Infatti, a partire dalle elezioni della Camera dei Consiglieri di quest’anno, ai giovani dai 18 anni in su viene riconosciuto il diritto di voto.
Ho pensato che uno degli intenti di questa strana denuncia, presentata con una strana tempistica, potesse riguardare proprio questo punto.
Fino all’agosto di due anni fa, continuavano a denigrare il Giappone e a danneggiare l’onore e la credibilità del Giappone del passato e del presente.
Eppure, mentre il 99% dei giapponesi svolge un lavoro, si definiscono giornalisti e continuano a fare cose del genere.
La politica è stata completamente indebolita da costoro, la cui vera natura è quella di tradire il proprio Paese.
Attraverso le loro azioni, le cose sono andate proprio come desideravano i Paesi che continuavano a condurre propaganda antigiapponese.
Nell’agosto di due anni fa, la vera natura dell’Asahi Shimbun è stata portata alla luce ed è divenuta chiara.
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