Perché l’ONU è un «nemico del Giappone»? — Le clausole sugli Stati nemici e la copertura della Cina da parte di NHK e TV Tokyo sotto esame
2024-02-22
Perché l’ONU è un «nemico del Giappone»?
La conclusione secondo cui l’ONU è un «nemico del Giappone» non è una teoria del complotto.
Un editoriale del Sankei Shimbun del settembre 2020 mostra un tono scettico riguardo allo scopo dell’ONU.
Ciò che preoccupa particolarmente la parte giapponese sono le «clausole sugli Stati nemici» contenute nei documenti fondativi dell’ONU.
Una delle «clausole sugli Stati nemici» contiene una disposizione secondo cui agli Stati membri dell’ONU è consentito invadere il Giappone e la Germania, ex Stati nemici, senza l’approvazione del Consiglio di Sicurezza.
Alcuni sostengono che le «clausole sugli Stati nemici» siano state invalidate da carte e altri testi approvati successivamente, ma quella disposizione originaria non è ancora stata eliminata.
Il Sankei Shimbun e il governo giapponese sottolineano che, se la Cina tentasse di utilizzare quella disposizione a proprio vantaggio, avrebbe una legittimazione giuridica per farlo, e ciò sarebbe pericoloso. (Jason Morgan)
Quanto ai presentatori di NHK, c’è qualcosa di stranamente anomalo nei programmi in cui compare Chiaki Kamakura.
La prima volta che ho pensato «Eh?» a proposito di questa donna è stata durante una trasmissione in diretta dall’Esposizione universale di Shanghai.
Come sapete, ho deciso di non visitare mai questi due Paesi finché la Cina e la Corea del Sud continueranno la loro educazione antigiapponese.
Kamakura era completamente a suo agio, come se quel luogo fosse casa sua.
Credo che fosse lei la presentatrice principale della trasmissione.
Il programma in cui, in seguito, appariva come una sorta di copresentatrice era quello di cui avevo criticato più volte i contenuti giornalistici, descrivendolo con l’espressione «henohenomoheji».
Si trattava di «Close-Up Gendai», il programma diretto da Takeda.
Facevano intervenire frequentemente Daisuke Tsuda e Koichi Nakano come se fossero i commentatori principali.
Il comportamento successivo di Daisuke Tsuda e Koichi Nakano dimostra quanto quel programma fosse davvero deplorevole.
Non riesco a comprendere la mentalità di chi faceva apparire persone del genere come una sorta di commentatori principali in uno dei programmi d’informazione di punta di un’emittente che, di fatto, è statale.
L’altra sera, in un programma speciale, Kamakura è infine arrivata persino a elogiare l’iniziativa cinese «Una cintura, una via».
È un fatto evidente che la Cina abbia intensificato la propria espansione in Africa (con ambizioni malvagie).
Hanno fatto esprimere a una giovane africana appassionata di moda il suo rispetto e la sua gratitudine nei confronti della Cina.
Il senso del discorso era che lei doveva la sua posizione attuale all’app cinese di ByteDance o TikTok che utilizzava (ed è altrettanto evidente che si tratta anche di un’app di spionaggio).
In altre parole, elogiavano la Cina per il suo contributo all’Africa.
Esiste un cittadino giapponese, a parte coloro che sono rimasti intrappolati nelle reti della Cina, che non rabbrividirebbe vedendo tutto questo?
Si erano spinti fino a sostenere elevate spese di chiamata per farla apparire in videocollegamento e farla parlare in diretta… trasmettendo la conversazione tra le donne.
L’atteggiamento nei confronti della Cina sia di lei sia di Yamakawa, dipendente del Nihon Keizai Shimbun che svolge una sorta di ruolo di commentatore su TV Tokyo, è tutt’altro che normale.
I cittadini giapponesi dovrebbero prestare attenzione alle loro parole e alle loro azioni.
Quanto a TV Tokyo, era particolarmente evidente anche la stranezza del modo in cui Akiko Sasaki aveva accolto la parlamentare Sanae Takaichi durante la campagna elettorale per la presidenza del Partito Liberal Democratico.
La differenza rispetto al modo in cui aveva accolto Taro Kono era tale che risultava ormai difficile parlare di un organo d’informazione imparziale.
In quell’occasione, Sasaki e un uomo presentato come il responsabile degli editoriali del Nihon Keizai Shimbun avevano tirato fuori, del tutto all’improvviso, la questione del ridotto numero di parlamentari donne e si erano messi ad attaccare Takaichi.
L’ONU aveva pubblicato un rapporto risibile che affermava, in sostanza, che in Giappone i diritti umani delle donne venivano trascurati.
Collegando le loro critiche alla posizione estremamente bassa del Giappone in classifica, avevano diretto insistentemente i loro attacchi contro la candidata Takaichi.
Nella vicenda della tennista cinese, non hanno mai criticato la Cina con la stessa insistenza mostrata in quell’occasione.
La differenza singolare, anormalmente marcata, nel trattamento riservato da Sasaki a Takaichi e a Taro Kono durante l’elezione alla presidenza del Partito Liberal Democratico.
A guardarla ora, a posteriori, la ragione è facile da comprendere.
In altre parole, le sue reazioni corrispondevano esattamente ai desideri della Cina, oppure erano in linea con essi.
TV Tokyo è, di fatto, gestita da una società che porta il nome di Nihon Keizai Shimbun e che dovrebbe essere un insieme di giornalisti.
Questo è il comportamento del suo programma d’informazione di punta. Non è una storia piacevole.