La dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese cadrà presto — L’unica via con cui il popolo cinese può espiare davanti al mondo

Questo testo critica il sistema di dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese, che ha inflitto al mondo danni immensi attraverso il virus di Wuhan, e sostiene che l’unica via con cui il popolo cinese può espiare davanti al mondo è abbattere quella dittatura. Esso pone la questione del pericolo di un’invasione di Taiwan e delle isole Senkaku, della determinazione del campo liberale e della possibilità che il mondo debba chiedere alla Cina il risarcimento dei danni.

2020-03-28

Ma non è nemmeno necessario ricorrere alla frase banale secondo cui nelle cose non esiste nulla di assoluto; in realtà, una cosa come la dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese cadrà molto presto.
Lu Xun disse che i cinesi sono schiavi in eterno, cioè un popolo dalla mentalità servile, oppure un’esistenza assoggettata, un popolo per il quale l’essere assoggettati è la condizione normale.
Ma i cinesi di oggi non possono più permettersi di restare acquietati dentro le parole letterarie di uno scrittore storicamente così celebre.
Il Partito Comunista Cinese, che non era affatto una potenza vincitrice della guerra, scacciò il Kuomintang e tuttavia si sostituì soltanto alla sua posizione.
E poi, cosa inaudita, ottenne persino il posto di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e raccolse i frutti del dopoguerra.
In particolare, negli ultimi decenni, la Cina ha tratto il massimo beneficio dal mondo del dopoguerra.
E proprio a quel mondo verso cui ha un debito enorme, in particolare ai paesi avanzati, sta infliggendo ora il danno più grande del dopoguerra.
Esiste un solo modo in cui il popolo cinese può espiare il più grande peccato del dopoguerra inflitto al mondo.
Abbattere immediatamente la dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese.
Non esiste altra via per espiare davanti al mondo.
Ci sono commentatori che sostengono che la dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese non cadrà perché ha instaurato un potere coercitivo.
Ma non è nemmeno necessario ricorrere alla frase banale secondo cui nelle cose non esiste nulla di assoluto; in realtà, una cosa come la dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese cadrà molto presto.
Se domani la grande maggioranza del popolo cinese non andasse al lavoro e mantenesse questa situazione per una sola settimana, non sarebbe affatto esagerato dire che la dittatura monopartitica del Partito Comunista Cinese crollerebbe.
Xi Jinping, sul cui volto è scritto che in realtà è un uomo estremamente pusillanime, vale a dire un dittatore, capirebbe la propria fine se solo per alcuni giorni la maggior parte del popolo non andasse a lavorare, cioè se, nel linguaggio comunista, continuasse il cosiddetto stato di sabotaggio.
Tuttavia, in quel momento, anche il mondo deve assolutamente prepararsi a una cosa.
Quando Xi Jinping giudicherà di non avere più alcuna mossa a disposizione e di essere stato messo alle strette, è molto probabile che, prima di decidere di lasciare il potere, tenti un’invasione di Taiwan o delle isole Senkaku per distogliere le critiche del popolo.
In quel momento il mondo dovrà essere unito; è molto probabile che l’Italia non seguirà, ma un paese caduto in una simile stupidità non potrà che essere lasciato da parte; quanto ai paesi partecipanti alla Nuova Via della Seta, dopotutto non sono che un’accozzaglia di rottami e non hanno importanza.
Bisogna dire a Xi Jinping:
Se dici di voler invadere Taiwan, il tuo avversario non sarà Taiwan.
Tutti noi, il mondo intero, combatteremo contro di te.
In altre parole, il tuo avversario non sarà Taiwan.
Tutti i paesi del campo liberale saranno i tuoi avversari.
Se vuoi farlo comunque, fatti avanti.
I soldati del nostro campo non sono come quelli del tuo paese, che portano solo formalmente il cappello del comunismo e che, in realtà, non hanno alcuna lealtà verso lo Stato, essendo soltanto un insieme di clan familiari.
Sono cittadini pronti a morire con gioia per il paese che amano.
Forse, nella tua stoltezza, non capisci nemmeno che i soldati del tuo paese non possiedono neppure il concetto di un paese amato.
Nel momento in cui il nostro esercito mondiale e l’esercito del tuo paese apriranno le ostilità, la maggior parte dei soldati del tuo paese fuggirà.
No, prima ancora sarai epurato.
Proprio perché sai che questo è lo stato normale della dittatura monopartitica comunista, devi essere un codardo.
Non esiste nemmeno una possibilità su diecimila che tu possa vincere contro il mondo.
Perché, in fondo, tu sei soltanto il re nudo, e nessun essere umano dotato di un’intelligenza normale ti prende sul serio.
Un pugno di uomini che chiamano nero il bianco e governano il popolo soltanto con la propaganda e la paura.
Un paese di uomini che, persino tra loro, non credono nel proprio paese e collocano i propri figli e i propri beni nel nostro mondo, a cominciare dagli Stati Uniti.
Ora, la via che il popolo cinese deve intraprendere per espiare davanti all’umanità è una sola.
Se il popolo cinese compirà questo, il mondo probabilmente non chiederà enormi risarcimenti.
Perché il nostro mondo, del tutto diverso dalla Cina e dalla penisola coreana, non è un mondo fondato su un male insondabile e su menzogne verosimili.
Ma se il popolo cinese non farà nulla, allora il mondo, nei confronti della Cina, dovrà cominciare fin da ora a calcolare gli enormi danni subiti da ciascuno, affinché possa chiederne il risarcimento alla Cina non appena la pandemia del virus di Wuhan sarà cessata.
Darò un esempio estremamente utile come riferimento.
La Cina ha sepolto le proprie armi a gas tossico, ha falsificato i fatti attribuendoli all’esercito giapponese, e ha estorto al Giappone un trilione di yen soltanto per questo singolo caso.
Il massacro di Nanchino, l’Unità 731, lo sfruttamento delle false notizie sui libri di testo di storia, e così via.
A grandi linee, non saranno meno di dieci trilioni di yen.
Questa volta, i danni che il mondo sta subendo non sono una falsificazione né nulla di simile; sono fatti evidenti che il mondo intero osserva ogni giorno e di cui sperimenta la sofferenza.
È inutile dire che l’ammontare delle richieste alla Cina sarà varie volte, decine di volte superiore alle somme che essa ha estorto al Giappone mediante falsificazioni.

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