Le illusioni del governo Moon Jae-in — una critica alla politica verso la Corea del Nord

2024/03/05

Le illusioni del governo Moon Jae-in
4 marzo 2018
Quanto segue è la continuazione del capitolo precedente.
Le illusioni del governo Moon Jae-in
Comprendete quanto la sinistra sudcoreana sia rimasta indietro rispetto ai tempi sotto questo aspetto?
In Corea del Sud, la liberalizzazione politica avanzò con la «Dichiarazione del 29 giugno» del 1987 e, a partire dagli anni Novanta, nelle associazioni studentesche universitarie penetrarono non soltanto il marxismo-leninismo, ma anche attività di indottrinamento basate sull’ideologia Juche della Corea del Nord.
Si trattava di un’attuazione su vasta scala della «teoria della base democratica», proposta da Kim Il-sung nel 1946, secondo cui il Nord doveva fungere da base per provocare una rivoluzione nel Sud.
La generazione sopra menzionata rese possibile il sostegno continuativo a governi favorevoli alla Corea del Nord.
Dopo il governo di Kim Dae-jung del 1998 e quello di Roh Moo-hyun del 2003, il governo Moon Jae-in è ormai diventato un governo subordinato alla Corea del Nord, e le operazioni nordcoreane nei confronti della Corea del Sud stanno infine per conseguire una vittoria completa.
Del resto, in una società gerarchica come quella sudcoreana, dove i poveri vengono spietatamente calpestati, è di per sé sorprendente che il figlio di un venditore ambulante dell’isola di Geoje possa diventare presidente.
Suppongo che non sarebbe sorprendente se avesse ricevuto sostegno economico da qualche parte.
Questa volta ho deliberatamente scelto di mostrare ai lettori la «realtà senza filtri» della penisola coreana.
Questo articolo continua.
*L’altro giorno, il signor Tsutsumi, un ex allievo del mio stesso istituto, più anziano di me e per il quale nutro una stima e un affetto duraturi, ha dichiarato quanto segue.
«Il padre di Moon Jae-in era un profugo nordcoreano e le sue radici si trovano nella Corea del Nord. Viene definito filonordcoreano, ma, osservando la sua attività politica fin da quando era capo di gabinetto del presidente Roh Moo-hyun, mi sembra che sarebbe più appropriato definirlo un agente del Nord».
A proposito di questo commento del signor Tsutsumi, ho scritto e pubblicato: «Credo che abbia capito chi sia davvero Moon Jae-in».
Anche il fatto che la suddetta ipotesi di Hiroshi Furuta, uno dei maggiori esperti al mondo della penisola coreana, coincida con l’impressione del signor Tsutsumi mi convince che entrambi abbiano colto la verità.

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